Google Workspace, Gems, NotebookLM, Notion AI.
Sui vostri casi reali, non su casi finti.
Non è teoria per teoria: uscite con roba vera, pronta da lunedì.
DB Persone + Kanban Pipeline con dentro almeno 5 contatti veri vostri.
Con 10 task reali della vostra settimana, reminder attivi sulle Alta.
Trascrizione + riassunto AI + task + contatti nuovi, tutto collegato.
Assistente salvato con la voce Resithea: da lì ripartite, non da zero.
Non lavoriamo su casi finti — sui vostri. Se non li avete pronti, li improvvisiamo su richieste reali di questa settimana.
Prima il CRM, perché tutto il resto ci si aggancia. Ogni lab lascia qualcosa che il successivo riusa.
Non dovete diventare tecniche: vi serve capire quando fidarvi e quando controllare. Poi si passa ai lab.
Legge quello che avete scritto, calcola quale parola è più probabile che venga dopo, la scrive, e ripete. Miliardi di volte, imparando da tantissimo testo.
Un sistema statistico bravissimo con il linguaggio: ricompone schemi visti in fase di addestramento.
Non capisce e non ha coscienza: non consulta una verità, costruisce la risposta che suona più plausibile.
Ha letto tantissimo del mondo, fino a una certa data, ma della vostra realtà non sa nulla e ricorda solo la conversazione in corso.
Schemi del linguaggio, nozioni diffuse, fino alla data di addestramento.
Quello che è successo dopo quella data gli è ignoto, a meno che non glielo diciate voi.
Il tono Resithea, gli advisor, le vostre procedure: se non glieli date, li inventa.
Ricorda ciò che avete scritto in questa chat; chat vecchie e allegati non forniti, per lui, non ci sono più.
Se volete una risposta buona, il materiale glielo dovete passare voi. È il mestiere dei quattro lab.
Ha un nome, allucinazione: il modello non dice mai «non lo so», e quando la risposta non ce l’ha la costruisce lo stesso.
Nomi, date, citazioni, articoli, autori che sembrano veri ma non esistono.
Stesso tono sicuro di quando ha ragione. Nulla vi avverte che sta sbagliando.
Su domande aperte, su fatti recenti, sui vostri dati. Sulle cose verificabili contro qualcosa, sbaglia meno.
Quattro abitudini semplici: le rivedete poi nei lab, quando le mettete in pratica.
Datele voi le fonti. Più lavora sui vostri testi, meno inventa.
Chiedete le fonti citate. Se non esistono, l’avete beccata.
Cifre, date, statistiche, nomi propri: si verificano sempre.
Se conta davvero (mail a un primario, invio a stampa), confermate da una seconda fonte.
Più il compito parte da testo che voi date, più potete lasciarle spazio; più deve tirare fuori fatti dal mondo, più dovete controllare.
Se l’output suona generico o fuori tono, quasi sempre manca una di queste. Non serve impararle a memoria: sono la checklist da scorrere prima di mandare il prompt.
Nei lab le userete ogni volta. Nel Lab 2 le mettete tutte e quattro dentro la Gem, così non le riscrivete a ogni mail.
Esempio concreto per una mail Resithea: così capite cosa va in ogni campo.
Dite all’AI chi deve fingere di essere, non cosa deve fare.
Esempio Sei l’assistente email di Resithea, startup femtech per lutto perinatale.
Destinataria, obiettivo della mail e cosa non volete che esca.
Esempio Psicologa a Milano, proponiamo partnership. Niente tono commerciale né promesse di numeri.
Quanto deve essere lungo e come deve essere organizzato il testo.
Esempio Max 130 parole, oggetto + 3 paragrafi + call to action leggera.
Una mail vera vale più di dieci aggettivi sul tono.
Esempio [incollo una mail di Vittoria che vi piace come riferimento]
Output scarso? Controllate i quattro campi: di solito ne manca uno solo.
«Scrivimi una mail per proporre una collaborazione a una psicologa.»
Esce una mail generica, da brochure, adatta a nessuna.
Ruolo Assistente email di Resithea (femtech, lutto perinatale).
Contesto Destinataria: psicologa specializzata in lutto perinatale, Milano. Obiettivo: proporre partnership come professionista della rete. Non voglio: tono commerciale, promesse di numeri.
Formato Max 130 parole, oggetto + 3 paragrafi + call to action leggera (call conoscitiva).
Esempi [incollo mail di riferimento della fondatrice che ci piace].
Stesso modello, prompt diverso: cambia quanto gli avete detto. Nel Lab 2 lo salvate come Gem, così non ripartite da zero.
Un unico posto per advisor, partner, ospedali e investitori, con l’AI che riempie i campi al posto vostro.
Oggi le persone che parlano con voi vivono in cinque posti diversi. Ogni volta che ne cercate una, perdete tempo.
Gmail, DM LinkedIn, note del telefono, chat WhatsApp, un foglio Google mai aggiornato.
Il “chi era quella psicologa di Padova?”. Il follow-up promesso. Chi ha già firmato NDA e chi no.
Un solo database in Notion, popolato dall’AI con le stesse fonti di prima.
Alla fine del lab avete un CRM funzionante con 5 contatti reali vostri, inseriti in 3 modi diversi.
Otto categorie coprono chi incontrate ogni giorno. Ogni contatto ne ha una sola: si sceglie all’inserimento.
Chi vi accompagna nel business: Advisory Board, mentor.
Professionist* della rete clinica Resithea.
Primari, reparti, referenti Ostetricia.
Angel, VC, family office, contatti da accelerator.
Giornalist*, creator, redazioni.
Associazioni, enti pubblici, università.
Chi usa il servizio. Dati sensibili: perimetro separato (vedi slide guardrail).
Sviluppatori, agency, consulenti operativi.
Ogni contatto ha gli stessi campi. L’AI li compila da LinkedIn, mail o verbali; voi controllate e salvate.
| Campo | Tipo in Notion | Cosa ci va |
|---|---|---|
| Chi è | ||
| Nome | Titolo | Nome e cognome del contatto |
| Ruolo | Testo | Es. psicologa perinatale, primario Ostetricia |
| Azienda / Ente | Testo | Studio, ospedale, fund, redazione… |
| Città | Testo | Dove opera o vive il contatto |
| Pipeline | ||
| Categoria | Select | Una delle 8 opzioni (slide precedente) |
| Source | Select | LinkedIn, Referral, Evento, Media, Cold, Inbound |
| Ultimo contatto | Data | Quando avete parlato l’ultima volta |
| Prossimo step | Testo | Una frase, verbo all’imperativo |
| Note | Testo | Contesto libero che non sta altrove |
Nella slide successiva: i collegamenti con Verbali e Task.
Due collegamenti tengono ogni persona agganciata al resto del lavoro in Notion.
La card del contatto
Tutte le call con questa persona
Cose da fare legate al contatto
| Campo | Tipo in Notion | A cosa serve |
|---|---|---|
| Verbali | Collegamento | Storico call, riassunti, decisioni |
| Task collegati | Collegamento | Follow-up e azioni aperte su questa persona |
Esempio: “Mandare mail di follow-up dopo Sanidays”. Una sola azione concreta, non un desiderio.
Se un campo non lo compilate mai, toglietelo. Meglio pochi campi usati che tanti vuoti.
La Kanban è un’altra vista sulla stessa base dati: trascinate la card e cambia lo stato, in cinque colonne ordinate per calore.
Spostate una card solo quando l’azione è fatta, non quando la promettete a voi stesse.
Ogni contatto arriva da una di queste tre fonti. Per ognuna, l’AI di Notion fa il grosso: voi controllate e salvate.
Copiate il profilo, incollate, Notion AI estrae i campi.
Selezionate la mail, Notion AI capisce chi è e cosa vuole.
Dalla trascrizione Meet: nomi nuovi + azioni + decisioni.
Nelle prossime tre slide c’è il prompt esatto per ognuno. Copia, incolla, adatta.
Tre passi manuali, poi Notion AI riempie i campi. Nella slide dopo trovate il prompt già pronto.
Dal profilo LinkedIn: header (nome, ruolo, azienda, città) + sezione About.
Nuova pagina nel DB Persone. Incollate tutto nel corpo, senza pulire.
Selezionate il testo → Ask AI → incollate il prompt della slide successiva.
La mail contiene già quasi tutto: nome, ruolo, richiesta. L’AI estrae e propone lo step successivo.
In Gmail, apri la mail. Copia mittente + testo, o forward alla vostra Inbox Notion.
DB Persone → nuova pagina. Incolla nel corpo il testo email con firma.
Notion AI capisce chi scrive e cosa chiede: popola la card e suggerisce lo step successivo.
Un solo prompt su una trascrizione produce: riassunto, decisioni, action items, nuovi contatti.
Google Meet salva la trascrizione in Drive (attivate Prendi note al posto mio).
Pagina nel DB Verbali collegata alla Persona → incollate la trascrizione.
Un solo prompt tira fuori: nuovi contatti, action items, decisioni.
Tutti gli altri contatti sono professionali; le utenti rientrano in una categoria speciale (GDPR art. 9: salute, dati sanitari, lutto) con regole più strette.
Pseudonimo o ID interno nel CRM operativo.
Dati clinici in ambiente separato (piattaforma / cartella riservata).
Chi entra solo se serve davvero per operativo.
Non mettete nome, cognome e storia clinica insieme in Notion generale.
Non incollate narrazioni in AI di terze parti (ChatGPT free, Perplexity, Gemini fuori Workspace).
Non mandate screenshot in Slack o DM.
Se il prompt “Post-call” segnala una persona-utente, quella riga non finisce nel CRM operativo: va nel canale riservato.
Costruite il vostro CRM Notion e riempitelo con 5 contatti reali, uno per flusso almeno una volta.
Create DB Persone + view Kanban + le 8 categorie. Duplicate i campi dalle slide sul DB Persone.
Un contatto vero da LinkedIn, uno da mail vostra, uno da un vecchio verbale. Copiate i prompt.
Sistemate ogni card nella colonna giusta. Scrivete Prossimo step per almeno 3.
Confronto veloce: quale flusso è stato più utile? Dove l’AI ha sbagliato campo? Correggiamo il prompt insieme.
In uscita: un CRM che funziona già da domattina, non una demo.
Notion tiene le task. L’AI le estrae da mail, verbali e brainstorm. I reminder non ve li dovete più ricordare.
Post-it sul monitor, note del telefono, chat WhatsApp con voi stesse, mail flaggata che non riguardate più: tre agende che non si parlano.
Non sapete quante cose avete promesso, a chi, né entro quando.
Il carico mentale di ricordarsele. Le cose che cadono. Il senso di rincorrere.
Un solo DB Task in Notion. L’AI lo alimenta a partire da mail, verbali, note vocali. I reminder li mette Notion.
Alla fine del lab avete un DB Task funzionante con almeno 10 task reali vostre, con scadenza e reminder attivi.
Sei campi fissi nel DB Task. Regola: se un campo non lo usate almeno una volta a settimana, non ci sta.
| Campo | Tipo in Notion | Cosa ci va |
|---|---|---|
| Titolo | Titolo | Verbo all’infinito: “Mandare…”, “Preparare…” |
| Stato | Select | To do · In corso · Fatto (solo questi tre) |
| Scadenza | Data + reminder | Quando va chiuso; reminder attivo sulle Alta |
| Priorità | Select | Alta = scade oggi/domani · Media · Bassa |
| Assegnata a | Persona | Chi la deve fare |
| Contesto | Collegamento | Persona o Verbale che ha originato la task |
To do · In corso · Fatto. Niente “in attesa” o “bloccato”: se lo è, va scritto in nota.
Alta = scade oggi/domani. Se tutto è Alta, niente è Alta.
La relation al CRM (Lab 3) o al Verbale (Lab 4). Così da ogni persona vedete i suoi task aperti.
Filtro: Scadenza = questa settimana. Ordinamento: priorità. Colori dai badge di Stato.
Tenete al massimo tre task Alta al giorno: se ne avete cinque, quattro non sono davvero urgenti.
Due livelli di reminder: dentro Notion (notifica app + email) e fuori (Google Calendar per gli appuntamenti fissi).
Nella proprietà Scadenza, attivate Reminder: il giorno prima alle 9, oppure 1 ora prima. Arriva notifica in app + mail.
Se il task diventa un appuntamento (call, riunione), duplicatelo in Calendar. Il DB Task resta la fonte di verità, Calendar è solo lo squillo.
Se tutto ha reminder, niente ha reminder. Attivateli solo su task Alta.
Venerdì pomeriggio: weekly review. Chiudete i Fatto, aggiornate le scadenze slittate.
Ogni task che vive nella vostra testa è già nato da qualche parte: una mail, un verbale, una call. L’AI lo estrae.
Vi arriva una richiesta lunga: quali sono gli action items veri?
Trascrizione della call (Lab 4): quali task se ne generano?
Note sparse, WhatsApp con voi stesse, voice memo: rimettili in ordine.
Un solo prompt copre le tre fonti: cambia solo il testo che gli passate.
Selezionate il testo → Ask AI → incollate il prompt. Output pronto da copiare come nuove righe nel DB Task.
Un’advisor vi ha suggerito 4 cose in call. Il prompt estrae 4 task, ne assegna 3 a voi e 1 a un’altra del team.
Chiede uno-pager, disponibilità per un incontro, contatto della psicologa. Tre task, non uno.
Una nota vocale in cui vi è venuta un’idea. Traducete in testo → task extractor → solo le cose azionabili passano.
Ogni task creato porta con sé la sua fonte come contesto (call, mail, nota). Così ricostruite sempre il «perché».
Alla fine ognuna ha almeno 10 task reali nel DB, con scadenze e reminder attivi sulle Alta.
Create il DB Task con i sei campi visti prima. Impostate una vista Questa settimana.
Prendete 3 fonti reali: una mail lunga di ieri, un verbale del Lab 4, le note del vostro telefono. Prompt Task Extractor su ognuna. Portate i task nel DB.
Attivate reminder sulle Alta. Duplicate in Google Calendar quelle che diventano appuntamenti.
Confronto: quale task ha creato l’AI che voi non avreste scritto? Quale ha inventato dal nulla? Dove va aggiustato il prompt?
In uscita: 1 DB Task funzionante e 10 task reali con reminder attivi.
Google Meet trascrive, riassume, estrae azioni. Notion AI le trasforma in task, contatti nuovi, decisioni tracciate.
Tre situazioni che vi suoneranno familiari.
Eravate dentro la conversazione, non a scrivere: il giorno dopo è tutto sfocato.
Tre righe strappate. Ricordate cosa avete detto, non chi deve fare cosa entro quando.
“Quella psicologa di Padova che ci ha suggerito X” — nome? cognome? tema esatto?
Con l’AI di Meet + Notion, con poco lavoro post-call avete: verbale, decisioni, action items assegnati, nuovi contatti pronti per il CRM.
Funzione nativa di Google Workspace (Business Standard+). Un click all’inizio della call, il resto lo fa Gemini.
Barra in basso → icona Attività → Prendi note al posto mio.
Meet mostra a tutti che è attivo. Diteglielo a voce: trasparenza prima di tutto.
Basta. Gemini trascrive e riassume in tempo reale, in italiano.
Trascrizione integrale · riassunto AI · elenco action items · recap via email a fine call.
Se la call è con un’utente (dato sanitario), non attivate: il consenso è separato e vive fuori Workspace.
Quando la call finisce, Gemini prepara i materiali e ve li spedisce. Sono già nel vostro Drive.
Google Doc integrale, con speaker e timestamp.
Breve, generico. Va bene come sanity check.
Elenco di cose da fare, spesso senza assegnatario.
Ai partecipanti, con link al Doc.
Il riassunto di Meet non basta: è costruito per un pubblico generico. Il verbale utile a Resithea lo tirate fuori con Notion AI (slide successive).
La trascrizione resta in Drive; il lavoro operativo vive in Notion. Ecco come collegarli.
Cartella Drive Meet Recordings. Copiate la trascrizione integrale (non il riassunto).
Titolo: [Categoria] · [Persona] · [Data]. Incollate la trascrizione nel corpo.
Relation con la card Persona nel DB Persone (Lab 3). Un click.
Ora la pagina Verbale è connessa alla persona giusta nel CRM. Al prossimo contatto, vedete tutto lo storico dal profilo persona.
Selezionate la trascrizione in Notion → Ask AI → incollate. Stesso prompt del Lab 3: coerenza tra flussi.
Salvate questo prompt come Gem in Notion AI: la prossima volta è un click.
Prime proprietà della pagina Verbale: chi, quando, con chi. Stessa struttura ogni volta.
Nella slide successiva: cosa produce l’AI dal contenuto della call.
Le quattro sezioni che Notion AI riempie dopo aver letto la trascrizione.
Ogni Verbale nasce collegato a Persone e Task: da una call, tre database aggiornati.
Simulate una call breve, oppure usate una trascrizione recente che già avete. Portatela fino al Verbale-tipo pronto.
Aprite Meet, attivate Prendi note al posto mio. Fate una call finta breve tra di voi: raccontatevi un caso reale.
Trascrizione da Drive → Notion · nuova pagina DB Verbali · incollate · linkate una Persona del Lab 3.
Applicate il prompt Post-call · create task e contatti nuovi come relation · guardate cosa gli sfugge.
Confronto: quale action item era ovvio per voi ma l’AI non ha preso? Aggiungiamo una riga al prompt per catturarlo la prossima volta.
In uscita: 1 verbale completo in Notion, con almeno 1 task collegato e 1 contatto aggiornato o creato.
Gemini scrive, ma il tono lo decidete voi. Con una Gem addestrata sul vostro modo di dire le cose, le mail escono già pronte.
Contare le mail scritte in una settimana è imbarazzante. Ognuna richiede: leggere, capire, scegliere il tono, scrivere, rileggere, mandare.
Rispondere a una psicologa non è come rispondere a un investitore. Cambiare cappello dieci volte al giorno costa.
Sotto pressione, si scrive freddo o si copia il tono di chi ci ha scritto. Voi non siete così.
Una Gem con dentro il vostro tono vi porta all’80% della bozza. Il 20% umano fa la differenza.
In uscita avete la Gem “Email Resithea” salvata e funzionante, che entrambe potete usare.
Aperta la mail, in alto a destra c’è l’icona Gemini. Vi apre un pannello laterale con il contesto della mail già caricato.
Click sull’icona Gemini a destra. Il pannello sa già di cosa parla.
Chiedete quello che vi serve: “Aiutami a rispondere”, “Rendi più caldo”, “Rifai in 80 parole”.
Il bottone Inserisci mette la bozza nel corpo della risposta. Voi rifinite e mandate.
Da solo, Gemini è abbastanza generico. La Gem lo fa parlare come Resithea (prossime slide).
La voce non è un dettaglio estetico: è parte del prodotto. Chi vi scrive spesso non ha bisogno di risposte fluenti, ha bisogno di risposte vere.
Prima si vede la persona, poi il servizio. “Grazie di averci scritto” viene prima di “abbiamo un percorso”.
Perdita, aborto, lutto perinatale: parole vere. Nessun eufemismo, nessun “quello che hai passato” vago.
Frasi brevi e verbi concreti: se serve una call, chiedete una call; se serve un invio, dite quale.
Vietati: «Almeno era presto» · «Sei giovane, riprovi» · «Vai avanti» · «Non pensarci».
Aprite gemini.google.com → Gems → Nuovo Gem. Compilate così e salvate. Da ora vive nel vostro menu.
La Gem è ora richiamabile con un click. Ogni volta che scrivete una mail, entrate nella Gem e non partite da zero.
La Gem si usa in momenti diversi della giornata: non c’è un solo modo giusto.
Vi arriva una mail lunga. Volete rispondere in 100 parole, tono giusto.
Outreach a nuovo contatto: psicologa, primario, redazione, angel.
Avete una bozza vostra. Volete un secondo giro, più caldo o più asciutto.
Ognuno dei tre casi ha il suo prompt-tipo. Copiabile dalle prossime tre slide.
Prima costruite la Gem insieme, poi ognuna la testa su tre mail vere del suo lavoro reale.
Su gemini.google.com create la Gem “Email Resithea” con la ricetta vista prima. Incollate 2–3 mail-esempio nella sezione esempi.
Una mail ricezione (prompt A) · una outreach (prompt B) · una vostra bozza da rifinire (prompt C). Ognuna fa i suoi.
Leggete a voce l’output. Suona Resithea? Dove sbaglia? Quale regola manca alla Gem? Aggiornatela insieme.
In uscita: 1 Gem salvata nel workspace e 3 email (inviate o pronte) generate con la Gem.
Facciamo il conto: ognuna dovrebbe uscire con questi cinque pezzi funzionanti in Notion o Gemini.
Un database vivo con 5+ contatti reali, Kanban Pipeline funzionante, 8 categorie.
10+ task reali con scadenze e reminder attivi sulle Alta.
Almeno 1 verbale completo (trascrizione + riassunto + task + contatti collegati).
Salvata su gemini.google.com, con dentro il vostro tono e 2–3 esempi.
Cinque prompt copiabili (CRM, Post-call, Task Extractor, Email A/B/C) usati almeno una volta.
Capire quando fidarvi dell’AI e quando controllare — le quattro mosse della teoria.
Ruolo, contesto, formato, esempi: se l’output non convince, ne manca uno.
Datele il materiale, chiedete le fonti, diffidate dei numeri, incrociate quando conta.
Notion resta il posto unico — Persone, Task, Verbali — non moltiplicate i tool.
Quando un prompt funziona, salvatelo come Gem: così non ripartite da zero ogni volta.
Non mettete nomi e storia clinica insieme in Notion generale: la categoria «Utente» resta in un perimetro riservato.
Empatico, non commerciale: chiamate il lutto per nome, senza frasi consolatorie da brochure.
L’AI accelera il lavoro; il tono resta vostro.
Un caso alla volta, con metodo.